Buoni pasto in busta paga: come funzionano e vantaggi previsti

Introduzione

I buoni pasto sono tra i benefit aziendali più utilizzati: offrono un’alternativa pratica alla mensa aziendale e rappresentano un valore aggiunto alla retribuzione del lavoratore. Il loro punto di forza? Non sono tassati come lo stipendio, entro i limiti previsti dalla legge, e per questo risultano vantaggiosi sia per i dipendenti, sia per le aziende.

All’interno di questo articolo ti spieghiamo meglio come funzionano in busta paga, chi ne ha diritto e quali benefici fiscali comportano: continua a leggere!

Cosa sono e come funzionano i buoni pasto?

Secondo la normativa, i buoni pasto sono “documenti di legittimazione attraverso cui viene erogato un servizio sostitutivo della mensa aziendale”. Il loro obiettivo primario è pertanto garantire al dipendente un’adeguata pausa pranzo, anche all’interno di contesti aziendali in cui non è presente una mensa interna.

Sono obbligatori o discrezionali?

I buoni pasto non sono obbligatori, salvo diversa previsione contrattuale. Rappresentano un’agevolazione di carattere assistenziale che può essere offerta a discrezione del datore di lavoro, come parte del trattamento economico complessivo dell’azienda.

Dove si possono usare?

I buoni pasto sono spendibili all’interno degli esercizi che hanno stipulato una convenzione con il fornitore dei buoni (es. 360Welfare), che normalmente comprendono:

  • Ristoranti e bar;
  • Mense aziendali esterne;
  • Supermercati, alimentari e mercati rionali.

Formati disponibili

I buoni pasto possono presentarsi in diversi formati:

  • Cartacei, ormai sempre meno utilizzati;
  • Elettronici, tramite card ricaricabili;
  • Digitali, tramite app come 360Welfare, che consentono di pagare con lo smartphone, monitorare i buoni disponibili e localizzare gli esercizi convenzionati.

Altre caratteristiche essenziali

I buoni pasto:

  • Non sono cedibili: ogni buono è nominativo, quindi può essere utilizzato solo dal lavoratore a cui è stato assegnato;
  • Non sono cumulabili oltre 8 a transazione: non vi è alcun limite di utilizzo giornaliero, tuttavia è previsto un limite di 8 buoni per singola transazione; 
  • Non sono convertibili in denaro: il buono pasto va utilizzato esclusivamente per l’acquisto di pasti o generi alimentari, e non può essere scambiato con soldi;
  • Non sono commercializzabili: i buoni pasto non possono essere venduti, scambiati o barattati;

Devono essere utilizzati per l’intero valore facciale: se il valore del buono è superiore al prezzo del prodotto acquistato, non si ha diritto al resto. 

Chi ha diritto ai buoni pasto?

I buoni pasto possono essere erogati a tutti i lavoratori, indipendentemente da:

  • Tipo di contratto (tempo determinato o indeterminato, full time o part time)
  • Modalità di lavoro (in sede, in turnazione o in smart working)
  • Diritto alla pausa pranzo

Anche i liberi professionisti e i collaboratori non subordinati possono beneficiarne.

Vantaggi fiscali dei buoni pasto in busta paga

I buoni pasto sono un benefit aziendale estremamente vantaggioso dal punto di vista fiscale. Questo perché, anche se compaiono in busta paga, non vengono tassati né assoggettati a contributi previdenziali, a patto che rispettino i limiti fissati dalla normativa.

Limiti di esenzione per il 2025

  • 4 € al giorno per i buoni cartacei;
  • 8 € al giorno per i buoni elettronici o digitali.

Entro questi importi, i buoni pasto non concorrono al reddito per il dipendente e non generano costi contributivi per l’azienda. Devono però essere comunque indicati in busta paga come voce figurativa, con evidenza della quota esente e di quella eventualmente soggetta a tassazione (nel caso in cui si superino i limiti di esenzione).

E se si superano i limiti?

Se si superano i limiti d’importo imposti dalla normativa, l’importo che eccede è soggetto sia a tassazione che a contribuzione. 

Inoltre, per beneficiare dell’esenzione fiscale e contributiva prevista, è necessario che i buoni vengano erogati a tutti i lavoratori o a categorie omogenee di dipendenti. 

Vantaggi per i dipendenti

  • Aumento reale del potere d’acquisto
  • Nessuna trattenuta IRPEF o INPS
  • Utilizzo flessibile, anche via app
  • Ampia rete di esercizi convenzionati
  • Libertà di scelta e comodità d’acquisto

Vantaggi per l’azienda

  • Deducibilità integrale del costo dei buoni per l’azienda e al 75% per i liberi professionisti
  • IVA agevolata al 4% interamente detraibile (al 10% per i liberi professionisti)
  • Possibilità di differenziarsi come datore di lavoro 
  • Maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei dipendenti

Buoni pasto o indennità sostitutiva di mensa?

Un’alternativa ai buoni pasto è l’indennità sostitutiva di mensa, ossia una somma di denaro che può essere erogata in busta paga ai dipendenti in assenza di mensa aziendale o buoni pasto. 

Tuttavia, a differenza dei buoni pasto, questa indennità è soggetta a tassazione e concorre alla formazione del reddito da lavoro.

Per questo motivo, i buoni pasto risultano più vantaggiosi sia per il dipendente (che riceve un benefit esentasse), sia per l’azienda (che ottimizza i costi).

Conclusione

I buoni pasto rappresentano una soluzione semplice, flessibile ed economicamente vantaggiosa per tutte le realtà aziendali. Offrono un benefit concreto al dipendente e contribuiscono al benessere organizzativo, senza gravare sui costi aziendali.

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