Buoni pasto 2026: la soglia di esenzione sale a 10 euro

Introduzione

Dal 1° gennaio 2026 la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto digitali ed elettronici è ufficialmente salita da 8 a 10 euro al giorno.

La modifica è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 14, Legge 30 dicembre 2025, n. 199) e rappresenta una delle novità più rilevanti degli ultimi anni in tema di welfare aziendale.

Questo aumento ha un impatto concreto e facilmente misurabile sulla quotidianità di ogni lavoratore: considerando una settimana lavorativa di 5 giorni, i 2 euro in più al giorno possono infatti tradursi in circa 500 euro netti aggiuntivi all’anno, senza tasse e contributi. 

All’interno di questo articolo andremo a vedere più nello specifico cosa cambia con questo aumento di soglia, quali effetti produce su lavoratori, aziende ed esercenti, e perché con questa novità i buoni pasto 360Welfare acquisiscono un ruolo ancora più importante nelle strategie di welfare aziendale. 

Aumento della soglia esentasse dei buoni pasto 2026: che cosa cambia?

Con la Legge di Bilancio 2026, il valore massimo dei buoni pasto interamente esente da tassazione passa da 8 a 10 euro al giorno per il formato digitale ed elettronico.

Su base annua, considerando circa 220 giornate lavorative, questo significa 2.200 euro annui esenti, contro i 1.760 euro annui previsti con la soglia precedente.

È importante però sottolineare un tema importante: non si tratta di un obbligo per le aziende, ma di una possibilità. La Legge di Bilancio 2026 ha innalzato il tetto massimo sfruttabile senza oneri fiscali aggiuntivi: spetta poi all’azienda decidere se adeguare o meno il valore facciale dei propri buoni pasto.

Chi sceglie di farlo può offrire più valore netto ai propri dipendenti, mantenendo invariata la convenienza fiscale usufruita fino ad ora.

I vantaggi concreti dell’aumento della soglia esentasse da 8 a 10 euro

Il Per capire l’effetto reale della nuova soglia, immaginiamo un’azienda che eroga buoni pasto digitali o elettronici per tutte le giornate lavorative dell’anno.

Se il valore del buono viene portato a 10 euro:

  • Il lavoratore riceve l’intero importo senza alcuna tassazione;
  • L’azienda continua a dedurre integralmente il costo del buono nei limiti previsti dalla normativa;
  • I 2 euro aggiuntivi, che prima non erano esenti, diventano ora fiscalmente vantaggiosi.

Per le aziende che già utilizzano buoni da 10 euro, la novità è ancora più evidente: dal 2026 possono recuperare fiscalmente anche la quota eccedente che fino a oggi restava fuori dall’esenzione.

Cosa cambia e cosa resta invariato con la Legge di Bilancio 2026

L’aumento della soglia esentasse a 10 euro rappresenta una novità importante, ma non modifica l’intero impianto normativo dei buoni pasto. Accanto agli elementi che cambiano, infatti, rimangono in vigore alcune regole fondamentali già previste dalla legislazione precedente.

In particolare:

  • I buoni pasto cartacei continuano a essere esenti solo fino a 4 euro al giorno, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2020;
  • Rimangono valide le condizioni previste dall’art. 51 del TUIR, che richiede l’erogazione alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee e il rispetto dei massimali;

L’aumento riguarda quindi esclusivamente il formato digitale ed elettronico, rafforzandone ulteriormente il ruolo.

L’obiettivo dell’aumento della soglia esentasse 2026

L’intervento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 ha una finalità chiara: rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori, attraverso uno strumento di welfare già diffuso e immediatamente spendibile come il buono pasto, in un contesto caratterizzato da un generale aumento del costo della vita.

La maggior parte dei lavoratori, infatti, indica il caro vita al primo posto tra le proprie preoccupazioni. Con l’innalzamento del limite a 10 euro, il beneficio risulta più allineato al costo reale dei pasti e diventa uno strumento ancora più incisivo nella gestione delle spese quotidiane.

Chi beneficia della nuova soglia di esenzione buoni pasto digitali?

L’aumento della soglia esentasse a 10 euro riguarda:

  • I lavoratori dipendenti, sia full-time che part-time;
  • Chi lavora in presenza o in full remote;
  • I collaboratori con rapporti non subordinati;
  • Gli amministratori di società, se dipendenti o collaboratori della stessa.

La possibilità di beneficiare dei buoni pasto digitali esenti non dipende quindi dal fatto di lavorare in ufficio o da remoto, ma dal tipo di rapporto instaurato con l’azienda.

Esenzione dei buoni pasto per Partita IVA e lavoratori autonomi

Oltre che per i dipendenti, i buoni pasto continuano a rappresentare uno strumento particolarmente conveniente anche per le aziende, sia dal punto di vista fiscale, sia sotto il profilo gestionale. Infatti:

  • Il costo dei buoni pasto è integralmente deducibile entro i limiti di legge;
  • I limiti sono 10 euro al giorno per i buoni digitali ed elettronici, e 4 euro per quelli cartacei;
  • La deducibilità vale ai fini IRPEF, IRES e IRAP;
  • Si applica il principio di competenza, quindi il costo è riferito al periodo di utilizzo effettivo.

Dal punto di vista IVA, il formato elettronico è ancora più vantaggioso: l’IVA al 4% è interamente detraibile, rendendo i buoni pasto uno strumento utile non solo per riconoscere un benefit ai lavoratori, ma anche per ottimizzare i costi aziendali e semplificare la gestione fiscale.

L’impatto sulla filiera della ristorazione

L’aumento della soglia esentasse ha effetti positivi anche sulla filiera della ristorazione. Infatti, bar, ristoranti e esercizi convenzionati possono benificiare di:

  • Scontrini medi più elevati;
  • Una maggiore frequenza di utilizzo dei buoni pasto;
  • Una domanda più stabile e distribuita nel tempo.

In questo senso, la misura contribuisce a rafforzare l’ecosistema che ruota attorno ai buoni pasto, incentivandone l’uso e rendendoli uno strumento sempre più centrale nei consumi quotidiani.

Buoni pasto e rischio di penalizzazioni

Il formato del buono pasto oggi fa la differenza.

Le agevolazioni fiscali favoriscono chiaramente quelli digitali ed elettronici, che garantiscono una maggiore tracciabilità e allineamento alla normativa.

Al contrario, i buoni cartacei (ancora diffusi tra le PMI) possono comportare criticità operative e minori tutele, sia per le aziende che per i dipendenti. Senza creare allarmismi, la digitalizzazione si conferma quindi una scelta più sicura ed efficiente.

Focus sulla normativa buoni pasto

Le regole di base sui buoni pasto restano invariate e continuano a rappresentare il riferimento per aziende e lavoratori. In particolare:

  • Sono nominali, non cedibili e non convertibili in denaro;
  • Sono legati ai giorni effettivamente lavorati;
  • È possibile cumulare fino a 8 buoni pasto in un’unica transazione.

È importante ricordare che in Italia non esiste un obbligo generale di riconoscere i buoni pasto: la loro erogazione dipende da CCNL, accordi aziendali o individuali, e non è previsto un importo minimo stabilito per legge.

Sempre più spesso, inoltre, smart working e lavoro da remoto vengono equiparati al lavoro in presenza ai fini del diritto al buono pasto (come approfondito nel nostro articolo dedicato allo smart working), pur restando rilevanti elementi come l’orario di lavoro e l’organizzazione della prestazione.

I vantaggi dei buoni pasto 360Welfare per aziende e dipendenti

I buoni pasto 360Welfare rappresentano una soluzione moderna che unisce semplicità operativa, conformità fiscale e un’esperienza d’uso efficace per aziende e lavoratori.

Dal punto di vista dell’azienda, i principali vantaggi sono:

  • Gestione online con controllo centralizzato;
  • 100% di deducibilità dei costi secondo normativa;
  • IVA al 4% detraibile sui buoni elettronici;
  • Esenzione fino a 10 euro al giorno per dipendente;
  • Possibilità di includere anche Partite IVA e collaboratori;
  • Supporto specialistico nella scelta e gestione dei piani welfare.

Per i dipendenti, invece, i buoni pasto 360Welfare offrono:

  • Utilizzo in una rete ampia di esercenti convenzionati, online e offline;
  • App mobile intuitiva per controllare saldo e pagare da smartphone;
  • Maggiore potere d’acquisto senza tassazione in busta paga;
  • Soluzione digitale, senza carte fisiche o buoni cartacei.

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